Per il governatore Cappellacci i disservizi dello scorso fine settimana hanno causato un danno ai sardi e all’economia dell’Isola.
Dopo l’annuncio arrivano i fatti. Ieri il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha firmato l’esposto alle Procure della Repubblica di Cagliari, Tempio Pausania e Civitavecchia affinché si valuti l’ipotesi dell’interruzione di pubblico servizio (ex articolo 331 del codice penale) e di eventuali altri reati in relazione ai disservizi causati dalla Tirrenia. Fatti che risalgono all’ultimo fine settimana quando Cagliari è rimasta tagliata fuori dai collegamenti con la Penisola per oltre tre giorni. «L’interruzione dei collegamenti avvenuta nei giorni scorsi», ha detto il governatore, «non può restare senza conseguenze: è un insulto alla nostra Isola e rappresenta un grave danno all’economia e all’immagine della Sardegna. Nessuno può trattare così i nostri concittadini e i nostri ospiti». Secondo Cappellacci si è trattato di «un attentato alla nostra libertà di circolazione e all’economia di un’Isola che ripone nel turismo buona parte delle proprie speranze di vincere la crisi».
LA VERTENZA Intanto è attesa per oggi la dichiarazione di stato di insolvenza della Tirrenia da parte del tribunale fallimentare di Roma, a cui il commissario straordinario del gruppo, Giancarlo D’Andrea ha presentato istanza. Contro la decisione di Fintecna di annullare la gara per la privatizzazione in cui unico concorrente era rimasta Mediterranea Holding, il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha annunciato ricorso in tutte le sedi, compresa la Corte di giustizia europea e il commissario Ue per i Trasporti. La cordata di Mediterranea (guidata con il 37% proprio dalla Regione Sicilia), che intende proseguire nell’acquisizione, apre all’ingresso delle imprese di autotrasporto che lunedì avevano espresso disponibilità ad entrare nella cordata a condizione che in estate la compagnia assicuri in prevalenza il trasporto merci.
FUTURO Oggi i giudici del tribunale fallimentare dovrebbero confermare la propria competenza territoriale sulla base del criterio dell’area di maggiore interesse dell’azienda, che nel caso di Tirrenia non è concentrata in una zona. Con la dichiarazione di insolvenza, si riproporrebbe lo schema Alitalia, con la bad company da un lato in cui far confluire i debiti di circa 520 milioni di euro nei confronti di una cinquantina di banche e la good company dall’altro con quello che si intende vendere. E con quello che il commissario ricaverà potrà pagare i creditori. La Siremar, la controllata siciliana, dovrebbe invece essere ceduta alla Regione. Mentre la società toscana, Toremar, è stata l’unica per cui è stata avviata la gara di privatizzazione.
Mercoledì 11 agosto 2010 07.28 – L’Unione Sarda.it






