La Commissione europea ha avviato un’indagine in materia di aiuti di Stato in relazione ad alcune misure di sostegno pubblico che l’Italia ha adottato a favore delle società dell’ex Gruppo Tirrenia che gestiscono il servizio di traghetti tra l’Italia continentale e diverse isole. Il presidente Cappellacci: “I signori del mare risponderanno dei loro soprusi”.
La privatizzazione di Caremar, Saremar e Toremar non rientra nell’ambito di applicazione dell’indagine avviata oggi dalla Commissione europea sugli aiuti di Stato legati alla riorganizzazione del gruppo Tirrenia.
IL SOSPETTO – La Commissione Ue “teme che il metodo scelto dall’Italia per privatizzare Tirrenia di Navigazione e Siremar possa conferire un vantaggio alle imprese privatizzate o ai loro acquirenti”. E’ quanto osserva l’esecutivo comunitario in relazione alla riorganizzazione dell’ex gruppo Tirrenia e all’indagine avviata oggi per verificare la presenza o meno di aiuti di Stato contrari alle norme Ue sulle concorrenza. “Quando una società viene privatizzata attraverso la cessione di attivi, la Commissione – si legge ancora nella nota di Bruxelles – ritiene, in linea di principio, che la vendita non comporti aiuti di Stato se i cespiti sono stati venduti al miglior offerente in esito ad una procedura aperta, trasparente, non discriminatoria e incondizionata. Le informazioni di cui dispone in questo momento – si osserva nel comunicato – non consentono alla Commissione di escludere che, se i criteri di selezione fossero stati più trasparenti e la procedura non soggetta a condizioni, altri offerenti sarebbero stati interessati a partecipare alla gara e avrebbero potuto presentare offerte migliori per Tirrenia di Navigazione e Siremar”. “E’ naturale – ha osservato il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia, su proposta del quale è stata aperta l’indagine Ue – che gli Stati membri debbano compensare le imprese per i maggiori costi che sostengono nel fornire un servizio di interesse economico generale. Tuttavia – ha aggiunto – la Commissione ha anche l’obbligo di verificare che tali servizi siano chiaramente definiti e che non vi sia compensazione eccessiva. La Commissione approva le iniziative intraprese dalle autorità italiane per aprire il mercato del cabotaggio marittimo – ha concluso Almunia – ma deve anche garantire che la privatizzazione di due delle società, Tirrenia di Navigazione e Siremar, non abbia comportato sovvenzioni indebite”.
LE DENUNCE – Nella sua nota, Bruxelles ricorda di aver ricevuto alcune denunce riguardanti la proroga dei contratti di servizio pubblico oltre la scadenza, avvenuta nel dicembre 2008, delle convenzioni che disciplinavano la fornitura del servizio ed alcuni aspetti del processo di privatizzazione. A questo proposito, attraverso l’indagine avviata, la Commissione valuterà se la proroga dei contratti di servizio pubblico oltre la fine del 2008 sia conforme alle norme UE in materia di servizi di interesse economico generale (Sieg). L’avvio di un’indagine approfondita – si legge ancora nel comunicato della Commissione – permette ai terzi interessati di comunicare le proprie osservazioni sulle misure in esame, senza che ciò possa tuttavia pregiudicare l’esito dell’indagine.
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE – “I signori del mare risponderanno dei loro soprusi.” Così il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci commentato l’apertura dell’indagine da parte della Commissione Ue sulla vendita della Tirrenia. “Abbiamo denunciato le anomalie registrate in un’operazione che reca un grave pregiudizio al diritto alla mobilità dei sardi – sottolinea il presidente -, alle regole del mercato e alle esigenze del nostro sistema economico di avere accesso ai mercati extraregionali. Andremo avanti in tutte le sedi per far valere le nostre ragioni. Coloro i quali hanno pensato di chiuderci le porte dell’Europa e del Mediterraneo per lucrare ingiustamente.
IL PDS’AZ – “La Commissione europea ha deciso di aprire un’indagine approfondita sulla svendita della Tirrenia in piena autonomia e nel rispetto delle regole, respingendo le indebite pressioni fatte dal presidente del Consiglio Berlusconi e dal Governo per salvare una procedura di gara la cui limpidezza è stata sempre messa in discussione”. Lo dichiara Giacomo Sanna, capogruppo del Partito sardo D’Azione, commentando le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che stamani aveva detto che “tutto il Governo è impegnato” per evitare che l’antitrust europeo apra una istruttoria sulla cessione di Tirrenia a Cin. “Il Governo italiano avrebbe voluto dare un altro schiaffo alla Sardegna – prosegue Sanna – regalando agli armatori privati la Tirrenia e cercando di mettere ai sardi le catene, rendendoli succubi di un cartello oligopolistico che di fatto avrebbe messo in ginocchio il sistema socio economico della Sardegna. L’Unione europea, confermando i dubbi sulla legittimità dell’operazione, ha deciso di aprire un indagine approfondita sulla procedura, e siamo certi – conclude il leader sardista – che sarà bloccata la svendita della Tirrenia di Navigazione SpA”.
UPC – “La vicenda Tirrenia è l’ennesima figuraccia del nostro Governo, che non ha mai lavorato per una vera concorrenza sulle rotte per la Sardegna. Ai sardi nei fatti è stato negato il diritto alla mobilità”. Lo ha dichiarato Antonio Satta, segretario dell’Unione Popolare Cristiana. “Il governo, ma tutto il Pdl nazionale, devono chiarire – continua Satta – è ora che le rotte per la Sardegna siano battute da collegamenti veloci, di qualità e a prezzi ragionevoli, nel senso della vera concorrenza”.
Mercoledì 05 ottobre 2011 16.34 -Unionesarda.it
