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Pasta, patate e zucchine: 2 euro a deputato

12 agosto 2011

Ora tocca al menu di palazzo Montecitorio dopo che Schifani è intervenuto per frenare l’ira del web] Ora tocca al menu di palazzo Montecitorio dopo che Schifani è intervenuto per frenare l’ira del web
MILANO – Dopo aver divulgato il menu di palazzo Madama ora il web butta in pasto al pubblico anche la carta del ristorante di Montecitorio. E se Sparta piange, Atene non ride. Anche alla Camera si mangia a «prezzi stracciati». E ovviamente gli euro sborsati dagli onorevoli non bastano a pagare le spese.

ALLA CAMERA – Qualcuno – dopo quello del Senato – ha trafugato materialmente anche un menu del ristorante dei deputati e lo ha pubblicato tale e quale. A Montecitorio i prezzi sono più alti ma niente a che vedere con quelli che tutti i giorni si vedono al supermercato. Qualche esempio: un piatto di pasta varia dai 2 euro, quella con patate e zucchine, ai 5 e 30 del risotto con gamberi e pachino. Quanto costerebbe questo piatto al ristorante? Non meno di 12-15 euro. Esattamente un terzo. E via di questo passo con i secondi che variano dai 4 euro di una leggera insalata di pollo ai 5 e 30 del carrè di agnello al forno. Insomma prezzi fuori mercato.

QUANTO CI COSTA – Al Senato per ogni coperto del ristorante si deve raddoppiare la cifra corrisposta dai commensali. L’operazione costa ai contribuenti circa 1.200.000 euro l’anno. Una realtà svelata dal deputato dell’Idv Carlo Monai al settimanale l’Espresso. Il web ne riprende la foto del menu: apriti cielo. Risultato su Corriere.it: in trecentomila hanno preso visione dei privilegi a tavola dei senatori italiani e una parte ha inondato il nostro sito, e blog vari, di commenti ironici e furiosi. Un coro: «Allora tutti a mangiare al Senato!». Un successo mediatico. Tant’è che a fine serata il presidente del Senato Renato Schifani ha fatto sapere che i prezzi della ristorazione interna verranno presto adeguati ai costi effettivi. Intanto però sarebbe utile sapere da quando saranno «attualizzati» i prezzi. Anzi, ancora più importante sarebbe annunciare i sacrifici che si chiedono agli italiani contemporaneamente a quelli che farà la «casta». Vedremo .
Il deputato Carlo Monai (Idv)
Il deputato Carlo Monai (Idv)

LE PROPOSTE – Ma non è solo il web a indignarsi. «Rinnovo la mia proposta al collegio dei questori del Senato di rinunziare agli alloggi di servizio e di trasformare tutti gli attuali centri di spesa del Senato (ristorante, buvette, barberia (gratis, ndr), spaccio, banca, infermeria) relativi ai servizi resi ai senatori e agli ex-senatori a prezzi politici in centri di utili, affidando con regolare gara a società esterne qualificate i servizi stessi da pagare, da parte dei parlamentari ai prezzi correnti di mercato» Queste non sono le parole anonime di un commentatore su Internet bensì pensieri «pesati» di un membro della commissione Affari Costituzionali: il senatore pidiellino Raffaele Lauro. E allora da dove iniziare? «La Camera dei deputati, grazie alla chiusura della mensa di San Macuto, risparmierà un milione di euro – afferma il questore della Camera Antonio Mazzocchi – Inoltre, resta valida e confermo la mia proposta di sostituire tutte le mense della Camera con un unico self service con i relativi costi dei pasti a totale carico di chi ne usufruisce. Il risparmio accertato sarebbe almeno di 4-5 milioni l’anno». Ma anche il web suggerisce: «Auto blu, voli blu, tassi del mutuo scontati, occhiali gratis, psicoterapia pagata, massaggi shiatsu, balneoterapia, cure termali…». Intanto il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, lancia una proposta via twitter: @DeBortoliF: «Chiudere i ristoranti di Camera e Senato e dare ticket agli onorevoli»
n.l. – 12 agosto 2011 14:01 – www.corriere.it

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TASPORTI:CAPPELLACCI CONVOCA CONFERENZA SERVIZI PER CONTINUITA’ TERRITORIALE AEREA

12 agosto 2011

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agliari, 11 ago. – (Adnkronos) – “Mercoledi’ 7 settembre 2011, alle 10:30, si terra’ la Conferenza di Servizi per la definizione degli oneri di servizio pubblico da imporre sulle rotte aeree da e per la Sardegna”. Ad annunciarlo e’ il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.

“Lavoriamo – ha aggiunto – affinche’ il diritto alla mobilita’ dei Sardi e la liberta’ della nostre imprese di accedere ai mercati extraregionali possano trovare piena e concreta attuazione in azioni stabili e di lungo periodo. Il nostro obiettivo e’ quello di realizzare un “ponte” aereo e anche navale, che sia strumento per il superamento della nostra condizione di insularita””.

”Vogliamo tariffe agevolate per i residenti – conclude Cappellacci -, per le merci e anche per coloro i quali, non residenti, potranno raggiungere piu” facilmente la nostra Isola e rappresentare una risorsa per il nostro sistema, in particolare per il turismo”.
11/08/2011 – www.libero-news.it

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In rete l’ultima frontiera del viaggio ‘low cost’: il giro del mondo sul divano

4 agosto 2011

Roma – (Ign) – Ci si iscrive online alla community di ‘CouchSurfing’ che permette di trovare in tutto il mondo chi può offrire un posto letto, un semplice caffé o una valida guida turistica del luogo. Ma anche stringere amicizie e conoscere le abitudini del Paese che state visitando
Roma, 3 ago. – (Ign) – Dalla Spagna agli Stati Uniti fino all’Australia, non ci sono limiti al viaggio in stile ‘CouchSurfing’ (letteralmente ‘Saltare da un divano all’altro’). Basta iscriversi alla community per scoprire se qualcuno è disponibile per offrire un posto letto dall’altro capo del mondo o magari per ospitarci e bere insieme un semplice caffé. Ma c’è anche chi improvvisa lezioni di lingua o si trasforma in una guida turistica.

Nasce nel 2003 dal progetto di Casey Fenton, un programmatore di 25 anni del New Hampshire con la passione per i viaggi. L’idea è molto semplice: offrire il proprio divano, se si ha la disponibilità, a un turista di un’altro Paese a titolo gratuito. Ma c’è anche l’opzione ‘tazza di caffé’ per chi può ospitarti per un pomeriggio, fare amicizia e portarti in giro per la città. “Immaginiamo un mondo dove tutti possono esplorare e viaggiare e creare connessioni significative con le persone che incontrano e i posti che visitano – si legge sul loro sito -. Costruire connessioni significative tra culture diverse ci permette di rispondere alla diversità con curiosità, apprezzandola e rispettandola. Apprezzare la diversità diffonde tolleranza e crea una comunità globale”. L’unico limite è quello dell’età. Solo i maggiorenni possono partecipare a questa esperienza di viaggio ‘low cost’.

Per non rischiare di trovarsi in casa qualche malintenzionato, c’è la possibilità di lasciare sul sito una sorta di ‘feedback’ e consigliare così o meno l’ospite a un altro amico online. Non è necessario, ma certo è una bella idea portare un prodotto tipico del nostro Paese a chi ci ospita. Fino a oggi sono state registrate due milioni di esperienze di questo tipo. Le città più gettonate sono Parigi, Londra e Berlino. Ma in cima ai desideri dei ‘CouchSurfer’ c’è anche Montreal, Istambul, Vienna, Melbourne e naturalmente New York.
www.adnkronos.com – 03 agosto

Voli fantasma e biglietti fasulli Truffati quattrocento stranieri

2 agosto 2011

Indiani, pakistani e bengalesi raggirati da un’agenzia di via Cavour. Il titolare intasca i soldi e scappa
Prometteva voli a basso costo, per il Pakistan, il Marocco, l’India e il Bangladesh. La tariffa? La metà di quella generalmente praticata dalle agenzie di viaggio. Per i primi quattro mesi tutto regolare, tanto per farsi la clientela, la giusta pubblicità e soprattutto la credibilità. Poi, dal 27 luglio è scattata la maxi truffa nella quale sono caduti in quattrocento. Indiani, pakistani, marocchini e bengalesi, duecento della provincia di Mantova, altri duecento del bresciano.

Tutti raggirati con biglietti aerei totalmente fasulli. Una truffa che a conti fatti si aggira intorno ai 160mila euro, considerando una media di circa 400 euro a biglietto. Ora la polizia cerca un indiano, o forse pakistano, titolare dell’agenzia Aps Servizi, agenzie pratiche per stranieri, che in aprile ha aperto una sede in via Cavour 30. Di lui non si hanno più notizie da sabato pomeriggio, quando i primi stranieri hanno scoperto che quello che avevano in mano era un biglietto falso, carta straccia, mostrato a Malpensa e al Catullo davanti allo sguardo sbigottito degli addetti al check-in. Il numero di volo e l’orario di partenza vero, il numero di prenotazione totalmente inventato. Il passa parola è stato immediato: qualcuno si è collegato subito su internet per le verifiche e lì ha scoperto che la prenotazione non esisteva. «L’offerta era molto buona – racconta un pakistano – 400 euro per andata e ritorno, quando in genere in agosto ci vogliono dagli 800 e mille euro. Perché ci siamo rivolti a questa agenzia? Ci è arrivata a casa la pubblicità con tutti i prezzi dei voli, talmente convenienti che era difficile rifiutare». Ieri mattina in via Cavour sono arrivati prima alla spicciolata, poi sempre più numerosi, tanto che ad un certo punto è intervenuta anche la polizia. Nell’agenzia solo una ragazza, c’è chi dice romena, che cadeva dalle nuvole e un altro collaboratore del titolare, un bengalese di 50 anni di Mantova, che racconta di essere anche lui tra i truffati. L’agenzia di via Cavour ha subito abbassato la saracinesca. Le forze dell’ordine hanno preso le generalità dei due collaboratori del titolare e hanno avviato le opportune indagini. Intanto davanti al portone della questura verso mezzogiorno si è formato un folto assembramento di stranieri. Tutti con il loro biglietto in mano e i documenti pronti da mostrare all’ufficio denunce per sporgere la querela per truffa. Tra questi c’è chi non vede moglie e figli da almeno un anno e chi a questo punto non ha più soldi per comperare un secondo biglietto. «E adesso che cosa facciamo? – sottolinea sconsolato un giovane indiano – Chi ci ridarà i nostri soldi?».(ha collaborato Mauro Pinotti)
di Roberto Bo – http://gazzettadimantova.gelocal.it – 02 AGOSTO 2011

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Sui voli ancora più tasse

28 luglio 2011

In autunno viaggiare in aereo costerà di più, quando si concluderà la partita che da qualche mese si gioca tra il Governo e l’Enac, ente nazionale dell’aviazione civile, per l’aumento delle tariffe negli scali italiani. Obiettivo: remunerare gli investimenti previsti nei prossimi anni nei diversi aeroporti.

Perfino più care del biglietto
Naturalmente le tariffe per i servizi che gli aeroporti addebitano ai vettori entrano nel conto delle tasse aeroportuali, che gli agenti di viaggi incassano e versano senza alcuna remunerazione, vendendo voli commissionati all’1%. Faticando per non perdere clienti, spiegando ai passeggeri increduli come mai le tasse costano più del volo: su un Milano-Francoforte-New York 324,30 euro di tasse, per 289 di tariffa; o su un Milano-Sydney con tre tratte domestiche in Australia 700 euro di tasse, che per di più variano apparentemente fuori controllo, anche tra prenotazione e conferma del volo. Così tra gli operatori qualcuno insinua che i vettori utilizzino anche le tasse per alzarsi le tariffe, visto che con gli aeroporti si negozia una volta l’anno. Ma almeno ora la pubblicità ingannevole delle compagnie – quella giocata sulla tariffa base netta di tasse, e non sul prezzo finito – è perseguita da norme europee in difesa del consumo.

Ferme allo stesso livello da alcuni anni, le tariffe aeroportuali italiane sono intanto al centro di una ridefinizione che, per gli aeroporti più grandi (oltre 5 milioni di passeggeri l’anno, come Fiumicino, Malpensa e Linate, ma pure Bergamo e Ciampino), è subordinata alla firma di un contratto di programma tra Stato e società di gestione.

Non siamo i più economici
Ma le tariffe in vigore nei nostri aeroporti sono davvero le più economiche d’Europa – perfino meno della metà degli altri – come sostengono le società di gestione? Quel che è certo è che da noi il costo del servizio aeroportuale supera già abbondantemente il 20% del costo del biglietto, e la distanza con il resto dell’Unione Europea non è così marcata come si vuol far credere.

A dare retta ad Assaeroporti, l’associazione di Confindustria dei vettori e degli operatori del trasporto aereo, Malpensa è al decimo posto nella classifica europea degli scali più costosi e Fiumicino è al sedicesimo. Non solo: il singolo movimento (arrivo, permanenza a terra e ripartenza) per un B737 o un A320, i più diffusi nel breve/medio raggio, costa 1.678 euro a Madrid e a Barcellona, contro 3.350 euro a Malpensa e 2.847 a Fiumicino; a Londra Heathrow la tariffa sale a 4.819 euro, a Parigi a 3.963, ma a Stoccolma scende a 2.909 euro. E per le macchine del lungo raggio – B767 o Airbus 330 – il singolo movimento ad Atene costa 4.607 euro, a Berlino 5.066, a Madrid 3.040, a Fiumicino 4.480 e a Malpensa 5.183 euro.

E ora nelle trattative con Enac e Palazzo Chigi per i contratti di programma i gestori battono cassa, anche a costo di scontentare le compagnie aeree, che negli aeroporti italiani si vedranno aumentare i costi.

Gli aumenti a Malpensa e Fiumicino
Tra gli aeroporti più interessati al rialzo delle tariffe ci sono Malpensa e Fiumicino, entrambi alle prese con progetti ambiziosi. Entro il 2020 Sea investirà un miliardo di euro solo su Malpensa (anche per la terza pista), e anche per questo si prepara a quotarsi in borsa. Per ora il piano industriale della società guidata da Giuseppe Bonomi, base del contratto di programma, conta su un aumento dei ricavi del 40% nel 2015, per aumento del traffico e rincari tariffari (validi per i prossimi 10 anni).

Così il ricavo medio per passeggero tra Linate e Malpensa passerà da 22,66 a 26,12 euro nel primo anno, a 28,33 al quinto anno, più 22% cira. L’impatto però sarà più forte sui passeggeri, ai quali il nuovo contratto passa alcune voci prima a carico della compagnia. “Gli aumenti servono allo sviluppo, ma resteremo al di sotto della media europea – ha detto al Sole24Ore Giulio De Metrio, cfo di Sea – Il nostro piano del resto ha per presupposto una condivisione dei rischi con i vettori”.

Pronta replica da Vincenzo Zangrilli, responsabile acquisti Europa di Easy Jet: «È vero che le nuove tariffe riducono gli oneri del vettore, ma sono progressivamente penalizzanti per le compagnie che hanno maggiore riempimento degli aerei e prezzi più bassi”. Non troppo diverso il caso di Fiumicino, dove il contratto di programma con Adr sembra in dirittura d’arrivo, così come per la Save di Venezia. A Roma in particolare l’Enac ha proposto un aumento fra 7 e 8 euro a passeggero, per finanziare 1,2 miliardi di investimenti tra 2011 e 2015.

Cosa accade altrove
L’Irlanda da marzo scorso per sostenere il turismo applica tariffe aeroportuali di soli 3 euro a passeggero, e la Grecia per tutto il 2011 ha perfino cancellato le tasse negli aeroporti di pertinenza statale (non quello di Atene, controllato al 40% da un gruppo tedesco), mentre in Spagna le tasse non si pagano in molti aeroporti a vocazione turistica, per ora.

Ma nel resto d’Europa la musica ricorda l’Italia. In Germania con l’Aviation Tax Act il governo chiede da gennaio 2011 una tassa turistica, per contrastare l’inquinamento da trasporto aereo. E malgrado le proteste della Iata gli aumenti variano tra 8 euro a tratta sul corto raggio a 45 sul lungo raggio. Non solo: la tassazione è differenziata per gli aeromobili anche in partenza in base a rumore e consumo energetico. Lo stesso in Gran Bretagna, che da novembre 2010 chiede una tassa per finanziare il taglio di emissioni CO2: 1 sterlina di aumento sul corto raggio, da 5 a 10 sterline sul medio raggio, 15 per le tratte lungo raggio. In Francia il governo ha imposto alle compagnie un rincaro di 1,5 euro per passeggero, che per gli Aeroporti di Parigi si traduce in un aumento da 10 a 11,50 euro. E negli Usa Delta Airlines ha dichiarato che almeno il 20% del prezzo del biglietto si deve a tasse imposte dallo stato, aumentate del 70% dagli anni ‘70 a oggi.

I fronti contrapposti
Per l’Enac i princìpi che passano con i nuovi contratti di programma assicurano le risorse per lo sviluppo infrastrutturale degli scali. Plaude anche Assaeroporti, che intanto grida all’emergenza per l’articolo 23 della manovra economica, che nega ai gestori la deducibilità dei costi per le infrastrutture.
Ma si oppone a ogni possibile ritocco tariffario l’IBAR, che associa 82 vettori attivi in Italia, e il clima è pesante nel turismo, dove l’aumento delle tasse aeroportuali suscita rabbia e sconforto. Protestano da tempo Fiavet, Assotravel e Assoviaggi, per il ruolo di esattori delle tasse addossato agli agenti di viaggi senza alcun riconoscimento economico.

Insiste Andrea Giannetti, presidente di Assotravel: «Non si capisce perché gli agenti debbano continuare a riscuotere i diritti aeroportuali mentre intermediano l’87% della biglietteria aerea. I vettori non pagano più commissioni remunerative, né ci pagano i gestori. E ora si lascia mano libera ai rincari, ancora una volta addossati ai passeggeri. Ai vettori fa comodo che le agenzie siano così vicine ai loro clienti, i quali però percepiscono molto male certi salassi».

Concorda Cinzia Renzi, presidente della Fiavet: «Ormai su un pacchetto da 500 euro almeno 200 sono oneri come quote di iscrizione, diritti aeroportuali, adeguamenti carburante ed altre gabelle. Quanto alle tasse aeroportuali c’è l’aggravante dello stato indecoroso del sistema. Fiumicino è l’unico aeroporto al mondo dove dopo un certo orario non ci sono più bar e punti-ristoro aperti, dove il passeggero all’arrivo è in balìa di pseudo-tassisti. Se gli aumenti serviranno davvero a dare ai nostri aeroporti gli standard internazionali sarebbero accettabili. Ma finora non è stato così, e lo sa benissimo anche il nostro cliente-passeggero».

Il dizionario delle tasse

La composizione delle tasse resta spesso incomprensibile per un normale passeggero, al quale va ricordato che includono i costi della ossessiva security scattata dopo il 2001, oltre che quasi sempre anche un balzello per i Comuni, uno per controllare i bagagli, e naturalmente uno per passare sotto i metal detector.
Tra l’altro all’interno del pacchetto tasse vanno distinte quelle fisse da quelle variabili: in base all’aeroporto di arrivo o partenza, al tipo di volo (domestico o intraeuropeo), al vettore con cui si viaggia. Ecco le sigle da GDS per le voci essenziali:
• EX, controllo e sicurezza bagagli, secondo aeroporto di partenza
• FN, tassa sulla tassa, serve a calcolare l’Iva sulle tasse di cui è già gravato il biglietto aereo
• FR, tassa per l’Aviazione Civile, va allo Stato per pianificazione del territorio e amministrazione dell’Aviazione Civile
• HB, tassa comunale addizionale per i comuni che ospitano un aeroporto
• IT, tradizionale tassa d’imbarco
• YQ, il sovrapprezzo direttamente incassato dalle compagnie per security, sovraprezzo carburante, assicurazione
• MJ/PSC, tassa per i servizi al passeggero
• QW, a favore degli scali aeroportuali per coprire le spese di utilizzo dell’aeroporto stesso da parte del passeggero
• XT, tassa di sicurezza e di difesa dell’ambiente, va allo Stato, anche per la sua quota nei controlli di sicurezza
• VT, tassa per l’utilizzo dei metal-detector, introdotta dopo l’11 settembre.

E in caso di rinuncia da parte del passeggero con tariffa non rimborsabile le altre tasse vengono comunque restituite, le YQ quasi mai.
Andrea Lovelock – Giorgio Maggi – www.lagenziadiviaggi.it

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Tirrenia, schiaffo alla Sardegna: la compagnia venduta a Onorato e soci

26 luglio 2011

Acquistata dagli armatori napoletani della «Compagnia italiana di navigazione» per 380 milioni. La Regione è stata esclusa, tagliata fuori dal commissario-venditore per conto dello Stato
CAGLIARI. La Tirrenia è stata venduta. L’ha comprata chi si sapeva, gli armatori napoletani della «Compagnia italiana di navigazione». La Regione è fuori. Con cinismo e senza riguardo, ieri il commissario per conto dello Stato e i compratori, sostenuti dalla complicità del governo, non l’hanno fatta neanche avvicinare al tavolo, organizzato a sorpresa, per la firma del contratto che ha sancito la privatizzazione. La giunta ha reagito con un comunicato duro ma anche amaro («Ricorreremo»), i sardisti sono andati su tutte le furie: «È uno schiaffo per la Sardegna».

È accaduto, precipitato, tutto all’improvviso, in una giornata che ancora doveva servire a smussare gli angoli, a cercare un compromesso da sottoscrivere poi, tutti assieme, venerdì, giorno del vertice decisivo a Roma. Almeno così credeva la Regione, che invece è stata esclusa, affondata, con un colpo di mano. Brutale. In Sardegna, a caldo, c’è chi ha gridato al sopruso, mentre altri hanno accusato Cappellacci e i suoi di ingenuità, leggerezza e debolezza. Il processo è appena cominciato, la sentenza arriverà oggi, durante una seduta di fuoco del Consiglio regionale. Ma che comunque arriverà ventiquattr’ore dopo il comunicato congiunto, diffuso ieri pomeriggio, dal commissario straordinario della Tirrenia, Giancarlo D’Andrea, e dall’amministratore delegato della cordata Aponte, Grimaldi e Onorato, Ettore Morace, che ha sancito la fine di un’epoca.

È ufficiale: con 380 milioni, duecento in contanti, il resto a rate, i gruppi Marinvest-Aponte, Grimaldi e Moby Lines-Onorato hanno messo le mani sull’ex Tirrenia pubblica. Sono loro i nuovi padroni. Della linea cabotaggio i napoletani si sono presi tutto: diciotto navi, le linee in continuità territoriale («La convenzione sarà stipulata presto con il ministero ai trasporti», fa sapere l’ufficio stampa della «Compagnia italiana») e il personale, 1300 buste paga. Se non saranno fermati dall’Antitrust europeo, deve ancora dire la sua sulla vendita, da oggi in poi saranno solo loro a decidere tutto sulle tratte da e per la Sardegna. È l’ufficializzazione del monopolio privato che, nell’isola, nessuno voleva, a cominciare dalla giunta regionale.

Ma la giunta ha fallito, non è stata capace di opporsi allo strapotere degli armatori, che fino a pochi giorni fa sembravano «pronti ad accettarla in società», era solo un problema di quote e poteri, mentre sono stati veloci e furbi nel chiudere il cerchio da soli. E anche capaci di riportare il governo dalla loro parte, tanto che ieri poco dopo la firma del contratto, sulle agenzie è rimbalzato il comunicato trionfale del ministro ai trasporti, Altero Matteoli: «Abbiamo mantenuto un altro impegno programmatico», è la sintesi estrema senza un accenno di scuse per il trattamento riservato alla Sardegna. Bastonata anche dal ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani: «Con la vendita – le sue parole – abbiamo incassato quello che volevamo».

Quello che contano erano i soldi, non la Sardegna, per un governo che le ha voltato la faccia. Macché amico, è stato nemico. Contro cui adesso – ma sarà ancora in tempo – pare voglia rivoltarsi la giunta Cappellacci. Nella serata di ieri, dopo la beffa, il governatore e l’assessore ai trasporti Christian Solinas hanno firmato insieme questo comunicato: «Davanti a scelte che mettono a repentaglio i diritti dei sardi, faremo subito valere le nostre ragioni davanti alla Corte Costituzionale, all’Unione Europea e anche in sede civile».

Per poi continuare: «Non ci fermeremo né di fronte a contratti né davanti a una convenzione per la continuità territoriale nella quale non ci riconosciamo assolutamente. Il nostro standard è e rimane quello della Flotta Sarda, con cui ci siamo opposti all’arroganza degli armatori e loro ai soprusi. Con le nostre navi, abbiamo agito spinti da una sacrosanta legittima difesa, e ora di fronte a questi nuovi attacchi, la reazione sarà altrettanto forte. Chi oggi pensa di aver messo in cassaforte un risultato a discapito del Popolo Sardo, domani dovrà leccarsi le ferite». Il che vuol dire: i ricorsi partiranno immediatamente. Ma oggi, in Consiglio, dai banchi della maggioranza di centrodestra, imbufalita per il tradimento del governo, e da quelli dell’opposizione («La giunta si è mossa tardi e male, lo avevamo detto») potrebbero partire altri ordini d’attacco ancora più clamorosi.
26 luglio 2011 – di Umberto Aime – http://lanuovasardegna.gelocal.it

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Quali tutele per il passeggero se il volo è cancellato

22 luglio 2011

Se il nostro volo è stato cancellato, talvolta non tutto è perduto. I passeggeri sono tutelati da una serie di norme contenute nei regolamenti dell’Unione europea. Naturalmente, a ogni situazione corrisponde un diritto diverso che va tutelato. Bisogna comunque ricordare che le compagnie aeree hanno l’obbligo di informare i passeggeri dei loro diritti nei casi di “negato imbarco, cancellazione e ritardo prolungato del volo”.

Iniziamo col caso più sgradevole: la compagnia non ci rimborsa. Può avvenire se la responsabilità della cancellazione del volo dipende da circostanze eccezionali (condizioni meteorologiche incompatibili col viaggio, problemi di sicurezza, scioperi). Il rimborso non è dovuto se la compagnia ha informato il passeggero della cancellazione con almeno due settimane di anticipo.

Se invece l’informazione è stata fornita fra i 7 giorni e le due settimane può essere offerto un volo alternativo (riprotezione) con partenza non differita di più di due ore dall’orario previsto e con arrivo non oltre le quattro ore (se l’utente non accetta, perde il rimborso); se i giorni sono meno di 7 può esser offerto un volo alternativo con partenza non differita oltre un’ora da quella prevista e con arrivo non oltre due ore di scarto rispetto al volo cancellato (anche qui, se il cliente rinuncia, perde il rimborso).

Il rimborso (o “compensazione pecuniaria”) spetta al passeggero a seconda della tratta aerea e alla distanza. Per i voli intracomunitari fino a 1500 chilometri è di 250 euro, oltre ammonta a 400 euro; per gli internazionali, è di 250 euro fino a 1500 chilometri, di 400 euro fra 1500 e 3500 chilometri, di 600 euro oltre i 3500 chilometri. La compensazione è ridotta del 50% se il passeggero sceglie la “riprotezione” (col ritardo all’arrivo non superiore a 2-4 ore a seconda delle distanze rispetto all’orario del volo prenotato in precedenza).

Un’altra situazione frequente, invece, è il ritardo prolungato del volo. Le possibilità sono tre:

1) il ritardo in partenza supera le 2-4 ore a seconda della distanza da percorrere; in tal caso il cliente ha diritto all’assistenza (pasti, bevande, eventuale adeguata sistemazione in albergo, trasporto albergo-aeroporto-albergo, due telefonate);

2) il ritardo in partenza supera le 5 ore; oltre all’assistenza c’è il diritto a richiedere il rimborso del biglietto non usato e una compensazione pecuniaria;

3) il ritardo all’arrivo supera le 3 ore; c’è l’assistenza, oltre alla compensazione pecuniaria, purchè il fatto non rientri nelle circostanze eccezionali delle quali si è fatto cenno in precedenza.

C’è, infine, il negato imbarco (overbooking). Se il passeggero rinuncia all’imbarco può concordare benefici con la compagnia aerea e la “riprotezione” o il rimborso del biglietto. Se non vuole rinunciare e sceglie un volo alternativo, ottiene assistenza e compensazione pecuniaria. Se rinuncia al volo senza essere consenziente e senza scegliere la riprotezione dovrebbe avere diritto ad assistenza, rimborso del biglietto e compensazione.

I reclami vanno presentati alle compagnie aeree con i quali il passeggero ha stipulato il contratto di trasporto. Se non c’è un’adeguata risposta entro sei settimane, si può presentare reclamo – come spiega l’opuscolo dell’Enac “Conosci i tuoi diritti” scaricabile qui “alle sedi Enac dell’aeroporto nazionale dove si è verificato l’evento, oppure dove il volo è atterrato per i disservizi avvenuti al di fuori dell’Unione europea, della Norvegia, dell’Islanda e della Svizzera; agli Organismi responsabili degli Stati dell’Unione europea, della Norvegia, dell’Islanda e della Svizzera per i voli in partenza e arrivo in quegli Stati”. I recapiti sono disponibili sul portale dell’Ente http://www.enac.gov.it/Home/
Il reclamo all’Enac può essere fatto via posta, fax, e-mail, utilizzando il modulo online disponibile sul portale dell’Ente nel canale “I Diritti dei Passeggeri”.

Ulteriori informazioni si possono trovare sui siti delle associazioni dei consumatori, ad esempio su quello dell’Aduc dove è presente una scheda riguardante anche altri problemi (disabilità, reclami, problemi con i bagagli, danni, articoli proibiti in cabina, regolamentazione degli scioperi, pacchetti turistici).
21/07/2011 – www3.lastampa.it

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“Ajò al Poetto”, ma con radioni e birra Va in scena il rave in salsa cagliaritana

22 luglio 2011

«Portate bonghi, chitarre, radioni e qualsiasi bevanda vogliate, purché sia alcolica e unitevi anche voi alla festa». Su Facebook il passaparola va avanti da settimane e la sensazione è che alla “festa” in programma per domani al Poetto parteciperanno tantissimi giovani. Impossibile risalire agli organizzatori. Si sa solo che dalle 23 di sabato alle 8,30 di domenica mattina sul tratto dell’arenile antistante il rudere dell’ex ospedale Marino andrà in scena l’edizione 2011 della “Imbriaghera in riva al mare”. Una sorta di rave party in salsa cagliaritana che eccita i giovani abituati alla movida.
Venerdì 22 luglio 2011 07.49 UnioneSarda.it

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Class action di associazioni consumatori sui traghetti per la Sardegna

21 luglio 2011

La Casa del Consumatore e Altroconsumo pomuovono una class action contro le compagnie di traghetti Grandi Navi Veloci, Moby, Sardinia Ferries e Snav, in relazione ai rincari ritenuti eccessivi per le tratte verso la Sardegna. Ricordiamo che i rincari rispetto al 2010 si possono inserire in una forbice che va da 90 al 110%. Sul fatto che si sia configurato o meno un cartello volto ad eliminare la libera concorrenza fra i vettori è aperto un procedimetno davanti all’Antitrust
Giovedì, 21 Luglio 2011 – www.travelquotidiano.com

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Olbia, vendeva champagne contraffatto su internet: denunciato dai Carabinieri

21 luglio 2011

Olbia, 20 lug. – (Adnkronos) – E’ stato trovato in possesso di centinaia di etichette di champagne d’annata e bottiglie pronte per essere spedite anche all’estero per cifre elevate. I carabinieri di Arzachena (OT), la nota cittadina della Costa Smeralda, avevano la notizia di una truffa, architettata da un individuo non identificato, che consisteva nel produrre ed inviare nel mondo bottiglie di champagne delle marche piu’ importanti, contraffatte.

Sono scattate quindi osservazioni e pedinamenti in borghese, poi la svolta, all’inizio di questa settimana, quando un investigatore privato del gruppo Moet Hennessy, la societa’ titolare del marchio Moet & Chandon, si e’ recato in caserma per denunciare alcuni riscontri che aveva a sua volta acquisito.

Grazie all’azione comune dell’Arma e dell’investigatore, e’ stato possibile ricostruire il meccanismo attraverso il quale l’uomo F.D., 29enne di Arzachena, riusciva a distribuire, in tutto il mondo, le bottiglie contraffatte. Comprava importanti quantitativi di champagne di annate recenti e qualita’ normale, con una spesa non superiore ai 400 euro la bottiglia. Con le scorte accantonate, sfruttando un laboratorio casalingo, riempiva altre bottiglie che aveva appositamente preparato con etichettature, contraffate, di champagne d’alta qualita’ e, soprattutto, di epoca di solito risalente alla prima meta’ del novecento.

Grazie all’escamotage, era stato in grado di disporre di una ‘cantina’ di valore, falso, elevatissimo, con pezzi che potevano essere stimati anche in 20.000 euro la bottiglia. Tramite internet, infatti vendeva tutti i tipi di champagne, e le esportava in tutto il mondo.

Il giocattolo si e’ rotto con una vendita fatta negli Stati Uniti dalla quale e’ stato possibile intercettare il traffico. Infatti, un acquirente di New York, collezionista ed esperto di champagne, ha compreso che alcune bottiglie da lui acquistate e risalenti, secondo le etichette, ad annate importanti, contenevano un prodotto evidentemente non corrispondente a quello originale. Questa e’ stata la segnalazione che ha consentito di ricostruire tutto il percorso delle vendite, sino ad arrivare ad individuare l’uomo arzachenese.

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri lo hanno seguito e trovato proprio mentre stava per spedire due bottiglie. Bloccato e portato a casa sua, e’ stato ritrovato tutto il materiale che utilizzava per le operazioni fraudolente. Decine di bottiglie di varie taglie e marche gia’ pronte, scatole di bottiglie stivate per essere contraffatte, un mini-compressore per ossigenare lo champagne e, soprattutto, centinaia di etichette indistinguibili da quelle originali erano presenti nella stanza adibita a piccolo magazzino.

E’ stato anche trovato un computer portatile, che sara’ analizzato nei prossimi giorni, con cui si ritiene che F.D. facesse le transazioni dei suoi prodotti su internet ed a fornire i dati per i bonifici bancari in suo favore. Tutto il materiale e’ stato sequestrato, mentre l’uomo e’ stato denunciato a piede libero per di truffa, commercio di prodotti con segni falsi e contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali.
20 luglio, ore 12:02 – www.adnkronos.com

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